Fiera rappresenta un viaggio visivo attraverso la riscoperta e la rivendicazione della “mostruosità”, intesa come simbolo di forza, orgoglio e libertà. Il progetto si sviluppa attraverso opere realizzate con una tecnica distintiva che combina l’illustrazione a penna Bic con la grafica digitale, traendo ispirazione dalle fiabe e dalla mitologia classica.

Il titolo gioca su un doppio significato semantico: da un lato richiama l'animale feroce e indomito, una creatura potente che rifiuta le definizioni imposte dalla società; dall’altro, si riferisce alla fiera come esposizione, un atto politico di rendere visibile ciò che è stato storicamente nascosto o stigmatizzato.

Le figure mitologiche e del folklore vengono qui reinterpretate per celebrare una femminilità e un’umanità non conforme. In questo contesto, la "mostruosità" cessa di essere una fonte di paura per diventare una caratteristica di cui essere fieri, affrontando tematiche cruciali come la parità di genere, la diversità e la ricerca interiore.

Il progetto Fiera è stato protagonista di diverse tappe espositive di rilievo:

Social Hub Hotel, Firenze (mostra personale, 2024)

Il Punto, Parma (mostra personale, 2025)

Teke Gallery, Carrara (mostra collettiva “Fatti più in là”, organizzata dalla rete degli archivi Queer della Toscana, 2025)

Un grido d'orgoglio e un invito a guardare oltre la superficie per scoprire la potenza di ciò che la tradizione ha etichettato come "diverso".

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